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Archivio mensile Maggio 2026

La Rinaturalizzazione del Fiume Po

Il Po è molto più di un fiume: è un’infrastruttura naturale che attraversa la Pianura Padana, sostiene ecosistemi, attività produttive e comunità locali. Negli ultimi decenni, però, l’asta fluviale ha subito una crescente artificializzazione (canalizzazioni, modifiche dell’alveo e pressione antropica) e banalizzazione, con effetti su habitat, biodiversità e capacità del sistema di adattarsi ai cambiamenti climatici.

Per rispondere a queste sfide si è sviluppato il progetto di Rinaturalizzazione del fiume Po, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il programma coinvolge l’intera asta del fiume (circa 652 km) e si traduce in un Programma d’Azione con 56 schede di intervento di ricostruzione morfologica e ripristino e restauro ecologico, coordinati da AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) su un territorio che coinvolge le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Il progetto PNRR – Missione 2, Componente 4, Investimento 3.3. è un programma di interventi lungo l’intera asta del fiume Po per ridurre l’artificialità del corso d’acqua, ripristinare habitat e rafforzare la resilienza del territorio.

Il progetto mira alla riduzione l’artificialità dell’alveo e delle aree ripariali, riattivando processi naturali e migliorando la funzionalità del sistema fluviale, aumento della biodiversità e habitat lungo le sponde e nelle aree connesse al fiume e mantenimento e miglioramento della sicurezza idraulica, integrando le esigenze di tutela ambientale con quelle di difesa e gestione del rischio.

Dalle lanche ai boschi ripariali

Le attività previste combinano soluzioni basate sulla natura (nature based solutions) e interventi mirati di rimodellamento morfologico e restauro ecologico intervenendo su elementi chiave del paesaggio fluviale tramite riattivazione di lanche e rami abbandonati, riduzione di opere che irrigidiscono l’alveo (ad esempio l’adeguamento dei pennelli di navigazione), riforestazione diffusa dei boschi ripariali e contenimento delle specie alloctone invasive.

Pennello di navigazione

Gli interventi puntano a ripristinare la rete ecologica fluviale, rafforzando la connettività tra gli habitat, riducendo la semplificazione del paesaggio, favorendo la formazione di habitat diversificati e, di conseguenza, incrementando la biodiversità e le funzioni e i servizi ecosistemici.

TECNOVIA che opera nel settore della progettazione ambientale e territoriale secondo i principi dello sviluppo sostenibile, e ha maturato un’importante professionalità nell’ambito dell’ingegneria ambientale, idraulica e forestale, nella progettazione delle opere di mitigazione, ha svolto un ruolo di primo piano in questo percorso curando la progettazione (PFTE e PE) di una scheda di intervento del primo stralcio (scheda 33) e del secondo stralcio (scheda 34), oltre alla progettazione di fattibilità di ulteriori 7 schede tra regione Emilia-Romagna e Veneto. Le attività di progettazione sono state condotte tra aprile 2023 e luglio 2025.

Principi chiave

Acqua e resilienza: un sistema fluviale più naturale può contribuire a gestire meglio le pressioni climatiche e a migliorare l’uso sostenibile della risorsa idrica.


Natura e servizi ecosistemici: habitat ripariali più estesi e connessi sostengono fauna e flora, rafforzano il corridoio ecologico padano, aumentano la capacità depurativa del corridoio, riducono lo spazio a disposizione delle alloctone invasive, creano preziosi habitat a rarità relativa, ecc..


Territorio e sicurezza: l’integrazione tra interventi ambientali e idraulici punta a conciliare ripristino ecologico e gestione del rischio idraulico.

Fiume Po

Cliente: AIPO – Agenzia Interregionale per il fiume Po

Anno: 2023-2025

Gruppo di progettazione: 3TI Progetti, Tecnovia Srl, ingena, Hydro Ingenieure Umwelttechnik GmbH, Land Srl, engeo srl, Studio Zanzucchi